Sono Marco Colaleo, ennese classe 1994, e ho scelto di costruire il mio percorso professionale lontano da casa, per poi tornare nella mia terra con un bagaglio di esperienze e una visione ben precisa della cucina. La mia formazione mi ha portato in Umbria, a Terni, alla Chef Academy, dove ho avuto l’opportunità di lavorare al fianco di grandi nomi della ristorazione italiana come Maurizio Serva e Iside De Cesare, entrambi chef insigniti di una stella Michelin.
Ma il richiamo della Sicilia e delle mie radici è sempre stato troppo forte per essere ignorato. Dopo alcune importanti esperienze professionali sull’isola, ho deciso di compiere il passo più importante del mio percorso: aprire il mio ristorante insieme alla mia famiglia.
Nasce così Hostaria Sanmarco, un’osteria contemporanea in cui cerco ogni giorno di far incontrare tradizione e innovazione. La mia cucina parte dai sapori autentici del territorio e dalla volontà di valorizzare materie prime locali, presìdi Slow Food e piccoli produttori, senza rinunciare ad alcune grandi eccellenze italiane, come la Fassona piemontese.
Fin dalla sua apertura, nel 2022, ho immaginato Hostaria Sanmarco come un luogo in cui non si viene soltanto per mangiare bene, ma anche per condividere idee, incontri e storie. Un percorso che nel 2025 ha ricevuto un importante riconoscimento con l’assegnazione dei Due Gamberi del Gambero Rosso.
Anche gli spazi del ristorante raccontano questa filosofia. Ho voluto ospitare le opere di creativi siciliani capaci di contribuire all’identità del locale: i pupi reinterpretati da Alice Valenti, le fotografie di Noemi Alessandra e le creazioni de Il Chiaro, artista che trasforma vecchie fotografie in opere capaci di raccontare frammenti di vita quotidiana e memoria collettiva.
La filosofia di Hostaria Sanmarco è racchiusa in una frase semplice nella quale mi riconosco pienamente: le cose buone arrivano senza fretta. Nella mia cucina, infatti, nulla è lasciato al caso. Ogni preparazione richiede tempo, attenzione e, soprattutto, rispetto per la materia prima.
I piatti a cui sono più legato sono quelli capaci di riportare alla mente i pranzi della domenica, i profumi delle cucine delle nostre nonne e i sapori di casa. Sono ricette che custodiscono la memoria della tradizione, alle quali cerco di aggiungere il mio personale tocco di creatività , per trasformarle in un’esperienza contemporanea, riconoscibile e sempre capace di sorprendere.